Se la risposta è no e non volete spoiler, vi basti sapere che i personaggi interpretati dai due attori sono su un autobus di linea che deve mantenere una velocità superiore alle 50 miglia orarie per non fare esplodere l'ordigno che un terrorista vi ha nascosto.
Ecco.
Anche noi viaggiamo con due pericolosissimi ordigni di nome Flavio e Valerio che, come scendiamo sotto i 50 km/h, esplodono in urla inconsolabili che ti trapanano il cervello. Come torniamo a viaggiare a velocità sostenuta, loro si placano all'improvviso come se non fosse successo nulla. Questa cosa ha dell'incredibile.
Un giorno di qualche settimana fa sono coraggiosamente uscita da sola in auto con loro e, per tutto il tempo che ci è voluto per sistemarli entrambi nei loro ovetti nel sedile posteriore, mettere il telaio del trio nel portabagagli e risalire in macchina, loro hanno fatto un casino disumano. Ero talmente agitata e frastornata dalla loro disperazione e, soprattutto, dal loro esagerato inquinamento acustico, che sono partita in fretta e furia senza fare tutti i debiti check. Morale della favola: andando in retromarcia, ho sbattuto contro un palo e lievemente ammaccato il paraurti.
Il secondo prima del botto mi trovavo in un manicomio, il secondo dopo mi avvolgeva un silenzio da cimitero. Questa cosa mi ha talmente destabilizzata che, presa dal panico, ho pensato di averli ammazzati. Invece gli stronzi si erano addormentati proprio grazie al trambusto dell'impatto ed erano lì gaudenti e beati a russarsela alla faccia mia.
Parliamone.
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